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| Dott. Alessandro Norsa |
Gibi: Oggi abbiamo il piacere di intervistare il Dottor
Alessandro Norsa, psicologo psicoterapeuta, antropologo, ricercatore
e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Laureato all’Università di Padova, specializzato in Psicoterapia,
Ipnosi Clinica e Medicina Psicosomatica, il Dottor Norsa vanta un
importante percorso professionale maturato tra attività ospedaliera,
consultori familiari, insegnamento universitario e ricerca
scientifica.
Da anni si occupa di psicologia, psicoterapia, ipnosi clinica e
studi antropologici, collaborando con università italiane e
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| Abazia del Polirone - S. Benedetto Po |
internazionali, dall’Europa al Sud America fino all’Asia.
Attualmente esercita come libero professionista ed è presidente di
importanti realtà scientifiche dedicate all’ipnosi clinica e alla
ricerca antropologica.
Ma oggi lo incontriamo in una veste forse meno conosciuta dal
grande pubblico: quella di artista. Dopo quindici anni di pausa,
torna infatti a esporre con la mostra personale "Terra,
Germe, Spirito", un percorso artistico che intreccia
memoria, tradizioni, cultura agreste e suggestioni nate dalle sue
esperienze antropologiche nel mondo. Ho visto la locandina e ho
trovato molto interessante questo ritorno all’arte dopo quindici
anni, soprattutto considerando il suo percorso da psicologo e
antropologo…
Alessandro, dopo 15 anni di pausa, cosa l’ha spinta a tornare
a esporre proprio adesso?
Dott. Alessandro Norsa: Ti ringrazio per questa domanda che
sfiora i miei sentimenti. 15 anni fa, ormai 16 perché ho iniziato a
preparare questa mostra un anno fa, mio figlio compiva 15 anni.
Quando
nacque, pensai di sospendere la mia attività di produzione
artistica, che a quel tempo era abbastanza in essere perché facevo
delle mostre personali in gallerie piuttosto importanti, proprio
perché volevo seguire le tappe dello sviluppo di mio figlio fin
dall'inizio, che ritengo siano quelle più importanti. Prevedevo che
al quindicesimo anno lui avrebbe iniziato a frequentare amici,
avrebbe avuto una vita sua più indipendente, e per cui mi riproposi
di investire il tempo su di lui e di coltivare chiaramente la mia
professione di psicologo e la mia passione di antropologo.
Gibi: "Terra, Germe, Spirito" è un titolo molto
evocativo. Cosa rappresenta per lei?
Dott. Alessandro Norsa: Questo tema è stato scelto insieme
all'AIAMS, Associazione Italiana degli Amici dei Mulini Storici. È
una mostra che fa parte di un progetto più ampio e che matura dalla
collaborazione, appunto, con questa associazione, che ha proposto un
progetto di legge alla Regione Lombardia. La consigliera Alessandra
Cappellari e Paola Bulbarelli hanno appoggiato questo progetto di
legge, che è stato varato da poco tempo. Per cui, essendo
l'associazione dei mulini storici, il tema rievoca non solo quello
dell'identità della cultura e della popolazione che vive e che si
immerge nella terra, ma anche tutto quello che è la cultura
dell'ambiente agricolo e del germe da cui nasce la spiga, che è la
parte essenziale dell'arte molitoria.
Gibi: Lei è uno psicologo e antropologo. Quanto queste
discipline influenzano il suo modo di fare arte?
Dott. Alessandro Norsa: La mia è una passione per entrare
nel profondo dell'animo umano. Sia delle persone che rappresento –
perché la mia arte è prevalentemente diretta al ritrarre i volti
delle persone, le loro azioni, la loro vita – sia quella della loro
cultura e delle loro tradizioni. Per cui questa mostra si inserisce
pienamente nel percorso pittorico che per me è quello prediletto: la
raffigurazione delle persone.
Gibi: Nelle sue opere ritroviamo il mondo agreste, le
tradizioni e le radici culturali. È anche un modo per preservare
memorie che rischiano di andare perdute?
Dott. Alessandro Norsa: Ci troviamo al lumicino della
civiltà contadina. Una civiltà che è rimasta in auge fino alla
metà dell'Ottocento in maniera piena, ma che lentamente si sta
spegnendo, soprattutto nelle aree occidentalizzate. Rimane invece più
autentica nelle aree più marginali, ma che portano una loro
espressione arcaica. Ecco quindi che il mio modo di dipingere vuole
ritrarre e conservare ciò che lentamente qui in Europa, in
particolar modo, si sta sciogliendo, e portare dall'estero in Europa
consapevolezze diverse. Un patrimonio autentico, che però spesso non
viene valorizzato come meriterebbe.
Gibi: Cosa vedrà concretamente il visitatore entrando nella
mostra? Che tipo di opere troverà?
Dott. Alessandro Norsa: Troverà certamente qualcosa che
non si aspetta. Ci sono rappresentazioni che vogliono mostrare realtà
e tradizioni lontane dalla nostra quotidianità, aspetti che sfuggono
alla cultura di massa. E quindi si trovano delle tradizioni che sono
conservate ancora nella loro pienezza in popoli distanti dall'Europa,
che io ho rintracciato andando proprio là a ricercarle.
Gibi: C'è un'opera a cui è particolarmente legato che
rappresenta meglio il messaggio della mostra?
Dott. Alessandro Norsa: L'opera che rappresenta meglio il
messaggio della mostra è il primo quadro che apre, appunto, il ciclo
pittorico. Rappresenta un anziano, potrebbe essere il nonno, con un
ragazzo giovane, forse suo nipote, davanti a una macina. Sono la
rappresentazione del passaggio, della trasmissione del sapere antico.
E il rinnovarsi delle antiche conoscenze che – non solo per quello
che è l'arte molitoria, ma per quelle che sono le tradizioni del
mondo contadino – passano attraverso il contatto umano, la
narrazione, il potersi incontrare, raccontare, descrivere ciò che
era e ciò che in qualche modo vale la pena che venga conservato.
Gibi: Perché la scelta di San Benedetto Po e della
collaborazione con l'AIAMS?
Dott. Alessandro Norsa: Perché San Benedetto Po, Polirone,
è la sede del museo etnografico della cultura contadina della
Padania. E quindi una mostra sulla tradizione etnografica,
sull'antropologia, sui cicli pittorici che appunto rappresentano
queste dimensioni, sembrava il luogo più ideale per poter fare
questa mostra. L'AIAMS è una delle associazioni con cui collaboro, e
quando hanno saputo che avevo cominciato a dipingere, hanno pensato
che potesse essere per loro importante avere anche un aspetto
culturale, oltre a quello della ristrutturazione e della
catalogazione dei mulini storici, che potesse così dare importanza
al loro progetto.
Gibi: Nei suoi libri ha affrontato temi psicologici e
simbolici. Nella mostra esiste anche una dimensione spirituale o
simbolica dell'arte?
Dott. Alessandro Norsa: Certo, la dimensione simbolica è
una dimensione molto importante. Per San Benedetto Po ho realizzato,
poiché sono un collaboratore del museo recentemente, uno studio
sugli elementi simbolici rappresentati sui carri del lavoro
contadino. E quindi il simbolo all'interno del panorama della cultura
tradizionale contadina è un elemento molto presente e richiama
sempre una dimensione spirituale. Nel contesto della tradizione
popolare non è possibile scindere l'aspetto simbolico da quello
spirituale, da quello magico, da quello religioso, da quello
conviviale e da quello festivo. Tutti gli elementi si ritrovano, si
rintracciano e si rincorrono vicendevolmente in una dimensione unica,
inscindibile.
Gibi: Le voglio fare l'ultima domanda. Se dovesse invitare il
pubblico con una sola frase a visitare questa mostra, cosa direbbe?
Dott. Alessandro Norsa: Venite, troverete qualche cosa di
magico, di unico, una possibilità di condividere qualche cosa che ci
appartiene nel profondo dell'animo.
Gibi: grazie Alessandro Norsa. Sicuramente verremo a trovarla,
a vedere la sua mostra.
Dott. Alessandro Norsa: Il 20 di giugno a San Benedetto Po,
ore 10:30. La mostra sarà in essere tutto il mese di agosto. Venite,
vi aspettiamo!
Gibi: grazie Dottor Norsa, sicuramente ci saremo.
Dettagli Chiave dell'Evento
Mostra: "Terra Germe Spirito" del Dott.
Alessandro Norsa
Location: San Benedetto Po – Abbazia di Polirone
(Sede del Museo Etnografico della cultura contadina)
Inaugurazione: 20 Giugno, ore 10:30
Durata:
Visitabile dal 20 giugno e per tutto il mese di luglio e agosto
GIBI
Redazione Tele Carpanea

