
| Stefano Brendaglia |

| Stefano Brendaglia |
A Legnago, un uomo di 40 anni di origine marocchina è stato denunciato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (Norm) della Compagnia locale dopo aver dato in escandescenze.
L'episodio si è verificato nell'area di sosta esterna di un supermercato cittadino. Secondo quanto riferito, l'uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, stava molestando i clienti presenti. Non contento, ha anche danneggiato un'autovettura parcheggiata.
Allertati dalle persone presenti, i Carabinieri sono intervenuti rapidamente sul posto. Alla vista dei militari, l'uomo ha opposto resistenza, cercando di sottrarsi al controllo e rifiutandosi di collaborare.
Grazie alla professionalità e all'esperienza dei militari, è stato possibile contenere la furia del 40enne e riportarlo alla calma. Successivamente, l'uomo è stato accompagnato presso la sede del comando di Compagnia per i necessari accertamenti.
Al termine delle procedure, il 40enne è stato rimesso in libertà e denunciato a piede libero con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento
GIBI
REDAZIONE TELE CARPANEA
Un inquietante episodio di violenza sta scuotendo la comunità di Bovolone. Un commercialista in pensione di 89 anni, identificato nell'articolo come R.R., è stato vittima di una brutale aggressione all'interno della sua abitazione situata in località Canton Ora.
La dinamica dei fatti
L'anziano professionista è stato rinvenuto dai familiari riverso a terra, con il volto tumefatto e gravi lesioni nella parte sinistra, segni inequivocabili di una violenta sequenza di pugni al volto. Attualmente, l'uomo si trova ricoverato in ospedale a Verona in condizioni serie.
La dinamica dell'accaduto resta, al momento, avvolta nel mistero. Gli inquirenti, rappresentati dai Carabinieri di Bovolone che hanno avviato le indagini, si trovano davanti a una scena complessa: non è ancora chiaro come gli aggressori siano entrati, cosa abbiano sottratto esattamente o come siano riusciti ad agire indisturbati.
Il dramma familiare
La figlia del professionista ha espresso tutto il dolore e l'incredulità dei familiari. La donna ha riferito di non aver ancora avuto modo di parlare con il padre, che non si è ancora ripreso dall'accaduto. Nonostante la mancanza di una testimonianza diretta della vittima, i parenti ipotizzano, viste le circostanze, che si sia trattato di una rapina andata male, durante la quale potrebbero essere stati sottratti del denaro dal portafoglio e forse un orologio.
Un clima di tensione
L'episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nel territorio, specialmente alla luce del ritardo nel potenziamento della videosorveglianza nei comuni della pianura veronese, un progetto annunciato mesi fa ma non ancora attuato. La popolazione locale, allarmata da una serie di recenti incursioni criminali, sta chiedendo con urgenza maggiore protezione e risposte concrete alle autorità
GIBI
Redazione AreaTVy
La data da segnare sul calendario è domani sabato 20 giugno, alle ore 19.45. Il cuore dei festeggiamenti sarà la Casa de le tradizioni «Giorgio Gioco», immersa nell'incantevole cornice dell'Area Verde. Qui si terrà una grande festa con taglio finale di una maxi torta, simbolo di condivisione e dolcezza per questo compleanno unico.
L'iniziativa, organizzata in stretta collaborazione con il Comune e il Consorzio delle Pro loco del Basso veronese, sarà non solo un momento di festa ma anche una preziosa occasione per ripercorrere le tappe fondamentali di questa storia locale. Le radici della Pro loco affondano al 28 gennaio 1986, quando un nucleo di appassionati gettò le basi per un'associazione dedicata alla promozione del territorio. L'impulso iniziale partì dal gruppo podistico Le Frecce, guidato allora con slancio da Luciano Bersani, e dall'insegnante Adriana Caliari, figura carismatica e profonda conoscitrice delle tradizioni rurali, che ebbe la felice intuizione di istituire la Pro loco.
Il cammino dell'associazione, intrapreso con dedizione e spirito di servizio, è stato segnato dalla guida di diversi presidenti, ognuno dei quali ha apportato il proprio contributo alla crescita e al consolidamento della Pro loco: da Fabrizio Lonardi, il primo a ricoprire la carica, a Adriana Caliari, Maurizio Negri, Renzo e Federico Tambalo, fino a Giovanni Padovani e, infine, Silvano Pintani, l'attuale presidente in carica dal 2016.
Pintani, nel commentare l'importante traguardo, sottolinea con orgoglio la mission della Pro loco: «L'obiettivo della Pro loco è sempre stato quello di promuovere il territorio. Un impegno che portiamo avanti con dedizione, in particolare con due appuntamenti annuali che sono diventati un punto di riferimento per la comunità: il Simposio del vino proibito Clinto, un evento unico nel suo genere ideato nel 2017 e che si tiene ad aprile, e la Sagra di Concamarise a inizio giugno». Quest'ultimo appuntamento, come ricorda lo stesso Pintani, «è una festa molto sentita che ricorda l'autonomia comunale conquistata dalla nostra comunità staccandosi dal Comune di Sanguinetto nel 1948».
Per chi desidera unirsi alla festa e condividere la gioia di questo importante anniversario, la Pro loco di Concamarise invita tutti a partecipare. Per prenotarsi e confermare la propria presenza, è necessario chiamare il numero 334.8277697.
Quarant'anni di storia, quarant'anni di passioni: la Pro loco di Concamarise si appresta a scrivere una nuova pagina, con lo stesso entusiasmo e lo stesso amore per il proprio territorio che l'hanno guidata fin dai primi passi. Un anniversario da festeggiare, un cammino da proseguire, per le generazioni presenti e future.
GIBI
Redazione Tele Carpanea
![]() |
| Dott. Alessandro Norsa |
Da anni si occupa di psicologia, psicoterapia, ipnosi clinica e studi antropologici, collaborando con università italiane e
![]() |
| Abazia del Polirone - S. Benedetto Po |
internazionali, dall’Europa al Sud America fino all’Asia.
Attualmente esercita come libero professionista ed è presidente di
importanti realtà scientifiche dedicate all’ipnosi clinica e alla
ricerca antropologica.
Ma oggi lo incontriamo in una veste forse meno conosciuta dal grande pubblico: quella di artista. Dopo quindici anni di pausa, torna infatti a esporre con la mostra personale "Terra, Germe, Spirito", un percorso artistico che intreccia memoria, tradizioni, cultura agreste e suggestioni nate dalle sue esperienze antropologiche nel mondo. Ho visto la locandina e ho trovato molto interessante questo ritorno all’arte dopo quindici anni, soprattutto considerando il suo percorso da psicologo e antropologo…
Alessandro, dopo 15 anni di pausa, cosa l’ha spinta a tornare a esporre proprio adesso?
Dott. Alessandro Norsa: Ti ringrazio per questa domanda che sfiora i miei sentimenti. 15 anni fa, ormai 16 perché ho iniziato a preparare questa mostra un anno fa, mio figlio compiva 15 anni. Quando
Gibi: "Terra, Germe, Spirito" è un titolo molto evocativo. Cosa rappresenta per lei?
Dott. Alessandro Norsa: Questo tema è stato scelto insieme all'AIAMS, Associazione Italiana degli Amici dei Mulini Storici. È una mostra che fa parte di un progetto più ampio e che matura dalla collaborazione, appunto, con questa associazione, che ha proposto un progetto di legge alla Regione Lombardia. La consigliera Alessandra Cappellari e Paola Bulbarelli hanno appoggiato questo progetto di legge, che è stato varato da poco tempo. Per cui, essendo l'associazione dei mulini storici, il tema rievoca non solo quello dell'identità della cultura e della popolazione che vive e che si immerge nella terra, ma anche tutto quello che è la cultura dell'ambiente agricolo e del germe da cui nasce la spiga, che è la parte essenziale dell'arte molitoria.
Gibi: Lei è uno psicologo e antropologo. Quanto queste discipline influenzano il suo modo di fare arte?
Dott. Alessandro Norsa: La mia è una passione per entrare nel profondo dell'animo umano. Sia delle persone che rappresento – perché la mia arte è prevalentemente diretta al ritrarre i volti delle persone, le loro azioni, la loro vita – sia quella della loro cultura e delle loro tradizioni. Per cui questa mostra si inserisce pienamente nel percorso pittorico che per me è quello prediletto: la raffigurazione delle persone.
Gibi: Nelle sue opere ritroviamo il mondo agreste, le tradizioni e le radici culturali. È anche un modo per preservare memorie che rischiano di andare perdute?
Dott. Alessandro Norsa: Ci troviamo al lumicino della civiltà contadina. Una civiltà che è rimasta in auge fino alla metà dell'Ottocento in maniera piena, ma che lentamente si sta spegnendo, soprattutto nelle aree occidentalizzate. Rimane invece più autentica nelle aree più marginali, ma che portano una loro espressione arcaica. Ecco quindi che il mio modo di dipingere vuole ritrarre e conservare ciò che lentamente qui in Europa, in particolar modo, si sta sciogliendo, e portare dall'estero in Europa consapevolezze diverse. Un patrimonio autentico, che però spesso non viene valorizzato come meriterebbe.
Gibi: Cosa vedrà concretamente il visitatore entrando nella mostra? Che tipo di opere troverà?
Dott. Alessandro Norsa: Troverà certamente qualcosa che non si aspetta. Ci sono rappresentazioni che vogliono mostrare realtà e tradizioni lontane dalla nostra quotidianità, aspetti che sfuggono alla cultura di massa. E quindi si trovano delle tradizioni che sono conservate ancora nella loro pienezza in popoli distanti dall'Europa, che io ho rintracciato andando proprio là a ricercarle.
Gibi: C'è un'opera a cui è particolarmente legato che rappresenta meglio il messaggio della mostra?
Dott. Alessandro Norsa: L'opera che rappresenta meglio il messaggio della mostra è il primo quadro che apre, appunto, il ciclo pittorico. Rappresenta un anziano, potrebbe essere il nonno, con un ragazzo giovane, forse suo nipote, davanti a una macina. Sono la rappresentazione del passaggio, della trasmissione del sapere antico. E il rinnovarsi delle antiche conoscenze che – non solo per quello che è l'arte molitoria, ma per quelle che sono le tradizioni del mondo contadino – passano attraverso il contatto umano, la narrazione, il potersi incontrare, raccontare, descrivere ciò che era e ciò che in qualche modo vale la pena che venga conservato.
Gibi: Perché la scelta di San Benedetto Po e della collaborazione con l'AIAMS?
Dott. Alessandro Norsa: Perché San Benedetto Po, Polirone, è la sede del museo etnografico della cultura contadina della Padania. E quindi una mostra sulla tradizione etnografica, sull'antropologia, sui cicli pittorici che appunto rappresentano queste dimensioni, sembrava il luogo più ideale per poter fare questa mostra. L'AIAMS è una delle associazioni con cui collaboro, e quando hanno saputo che avevo cominciato a dipingere, hanno pensato che potesse essere per loro importante avere anche un aspetto culturale, oltre a quello della ristrutturazione e della catalogazione dei mulini storici, che potesse così dare importanza al loro progetto.
Gibi: Nei suoi libri ha affrontato temi psicologici e simbolici. Nella mostra esiste anche una dimensione spirituale o simbolica dell'arte?
Dott. Alessandro Norsa: Certo, la dimensione simbolica è una dimensione molto importante. Per San Benedetto Po ho realizzato, poiché sono un collaboratore del museo recentemente, uno studio sugli elementi simbolici rappresentati sui carri del lavoro contadino. E quindi il simbolo all'interno del panorama della cultura tradizionale contadina è un elemento molto presente e richiama sempre una dimensione spirituale. Nel contesto della tradizione popolare non è possibile scindere l'aspetto simbolico da quello spirituale, da quello magico, da quello religioso, da quello conviviale e da quello festivo. Tutti gli elementi si ritrovano, si rintracciano e si rincorrono vicendevolmente in una dimensione unica, inscindibile.
Gibi: Le voglio fare l'ultima domanda. Se dovesse invitare il pubblico con una sola frase a visitare questa mostra, cosa direbbe?
Dott. Alessandro Norsa: Venite, troverete qualche cosa di magico, di unico, una possibilità di condividere qualche cosa che ci appartiene nel profondo dell'animo.
Gibi: grazie Alessandro Norsa. Sicuramente verremo a trovarla, a vedere la sua mostra.
Dott. Alessandro Norsa: Il 20 di giugno a San Benedetto Po, ore 10:30. La mostra sarà in essere tutto il mese di agosto. Venite, vi aspettiamo!
Gibi: grazie Dottor Norsa, sicuramente ci saremo.
Mostra: "Terra Germe Spirito" del Dott. Alessandro Norsa
Location: San Benedetto Po – Abbazia di Polirone (Sede del Museo Etnografico della cultura contadina)
Inaugurazione: 20 Giugno, ore 10:30
Durata: Visitabile dal 20 giugno e per tutto il mese di luglio e agosto
GIBI
Redazione Tele Carpanea